google bert update

Google Bert: ecco cosa cambia col nuovo aggiornamento

Google ha annunciato nei giorni scorsi un aggiornamento algoritmico, il più importante degli ultimi cinque anni. Stiamo parlando di Google Bert che influirà sul 10% delle query di ricerca.

Cos’è Bert

Bert è un algoritmo di apprendimento, correlato all’elaborazione del linguaggio naturale. Aiuta le macchine a comprendere il significato delle parole all’interno di una frase, considerando tutte le sfumature di contesto che potrebbero influire su di esso.

L’aggiornamento ambisce a migliorare il modo in cui Google comprende le query di ricerca. Questo significa che nella realizzazione del contenuto di una pagina è importante raggiungere un elevato livello di precisione nell’utilizzo delle parole.

Molti termini che fanno parte della nostra lingua possono avere più significati. Solo attraverso il contesto è possibile individuare l’esatto significato del termine. In assenza di un contesto che chiarisca tali aspetti, una pagina web potrebbe non essere apprezzata da Google Bert.

Almeno in parte, questo aggiornamento sembra riguardare principalmente la ricerca vocale, nella quale l’utente medio è molto più propenso ad utilizzare un linguaggio vicino a quello naturale.

Cosa fare

In realtà, non c’è molto che si possa fare per adeguare il proprio sito all’algoritmo Bert. O meglio, è necessario mettere in atto le buone pratiche che un esperto SEO o, comunque, un web copywriter dovrebbe utilizzare sempre: scrivere contenuti utili principalmente agli utenti.

Del resto, ogni aggiornamento algoritmico di Google si muove nella direzione che porta a raggiungere una migliore comprensione delle esigenze di ricerca dell’utente, possibilmente prevedendole ed anticipandola. Parliamo, dunque, di un aggiornamento che va a coinvolgere quella che dagli esperti viene definita la search intent, ossia l’intento di ricerca degli utenti.

Quando si parla di search intent ci riferiamo al motivo profondo che induce le persone a compiere una specifica ricerca. Perché effettuano una ricerca? Cosa sperano di ottenere? Vogliono trovare la risposta ad una domanda o raggiungere uno specifico sito web?

Del resto, con il crescente utilizzo della ricerca vocale e di quella tramite dispositivi mobile, si avverte un’esigenza forte di ottenere risposte rapide e contestuali alle query digitate. Dunque, l’intera SERP di Google cerca sempre più di adattarsi non tanto all’esatta parola chiave cercata quanto all’intento di ricerca.

Questo vuol dire che potrebbero verificarsi in misura maggiore casi in cui l’esatto termine ricercato non produrrà alcun risultato. Google è diventato sempre più abile, per l’appunto, nel determinare la reale motivazione di ricerca degli utenti.

Ottimizzazione dei contenuti per gli snippet in primo piano

Bert coinvolgerà soprattutto la comprensione di query più lunghe. Per raggiungere quest’obiettivo, gli snippet in primo piano giocheranno un ruolo fondamentale. Facciamo un esempio. Se un utente digita una query del tipo “Quante calorie ha un’arancia”, con Bert l’utente otterrà una risposta precisa, evidenziata in una casella. Va da sé che un utente che ottiene subito la risposta alla propria query potrebbe anche non cliccare sul sito web.

Questo implica che nella preparazione e successiva stesura dei contenuti diventerà sempre più importante fornire risposte concrete e precise alle domande degli utenti. Ricorrere, laddove sia possibile, alle FAQ potrebbe essere una buona soluzione per scrivere contenuti utili per gli utenti.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn

Altri Articoli

come ottimizzare link interni
A tutta SEO
Carmine Roca

Come ottimizzare i link interni

I link interni sono collegamenti ipertestuali che coinvolgono due o più pagine appartenenti allo stesso dominio. Ogni sito web si compone di un numero più

Read More »

Reader Interactions

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *